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APPROFONDIMENTO
Oltre il Credito d'Imposta: Verso una Stabilità Programmatica
Negli ultimi anni, il panorama degli incentivi per l’innovazione è stato caratterizzato da una frammentazione normativa che ha spesso costretto l’imprenditore a operare in un clima di incertezza. Il passaggio frenetico tra le diverse release di Transizione 4.0 e 5.0 ha reso complessa la pianificazione a lungo termine. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 introduce una svolta decisiva: il ritorno dell’Iper Ammortamento. Non si tratta di una semplice riproposizione di vecchi schemi, ma di una nuova frontiera strategica volta a garantire la certezza del diritto tributario. Questa misura trasforma il finanziamento della digitalizzazione da opportunità estemporanea ad asset strutturale, permettendo alle imprese di progettare il proprio futuro con una visione che supera la logica del "bonus" per abbracciare quella dello sviluppo industriale coerente.
Ne hanno parlato Alberto Bigoni ed Emanuele Pedroni di Pigreco Consulting nella puntata n.38 di "Innovazione IT con BitAgorà"
INNOVAZIONE IT CON BITAGORA'
Ospite della puntata Emanuele Pedroni di Pigreco Consulting
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Il Ritorno del Gigante: L'Iper Ammortamento al 67,2%
Il passaggio dal modello del credito d'imposta al sistema dell'Iper Ammortamento rappresenta un mutamento di paradigma fondamentale per il CFO moderno. Mentre il credito d'imposta opera in compensazione con limiti spesso stringenti, l’Iper Ammortamento agisce direttamente sulla base imponibile tramite una deduzione extracontabile. Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, il sistema prevede una maggiorazione del costo fiscale del bene pari al 180%.
Per un'azienda con un’adeguata capacità capiente, il risparmio fiscale è senza precedenti. La matematica finanziaria sottostante è chiara: sommando il costo di acquisizione (100%) alla maggiorazione (180%), si ottiene una base ammortizzabile del 280%. Applicando l'aliquota IRES del 24% su tale base (24% × 280%), si genera un risparmio d'imposta effettivo pari al 67,2% dell’investimento iniziale. Come sottolineato con efficacia da Emanuele Pedroni:
"Che vuol dire, tradotto in soldoni, che se acquisto un bene che costa cento posso portarlo in ammortamento per un importo di duecentottanta."
Questa misura è un autentico game changer per le società in utile: a differenza dei crediti, non soffre di limiti di compensazione annuali e, qualora l'esercizio dovesse chiudersi in perdita, la componente di perdita fiscale derivante dalla deduzione può essere riportata agli esercizi successivi senza scadenze, garantendo la fruizione integrale del beneficio.

Una delle novità più dirompenti, che il CTO deve integrare immediatamente nella roadmap tecnologica, riguarda la riclassificazione dei beni di cui all'Allegato IV (Gruppo IV). Fino al 2025, server, sistemi di storage e apparati di rete erano considerati agevolabili solo se "asserviti" in modo esclusivo a una macchina utensile. Con il nuovo regime, le infrastrutture per l'elaborazione e la trasmissione dei dati acquisiscono lo status di beni strumentali autonomi.
Questa autonomia permette di finanziare il "backbone" digitale dell'intera azienda, includendo:
Si passa così da una digitalizzazione "a silos" alla modernizzazione dell'intera dorsale tecnologica aziendale.
L’Allegato V sposta l’asse dell’innovazione verso il software ad alta capacità cognitiva. Il legislatore ha compreso che il valore aggiunto non risiede più solo nei "muscoli" (l'hardware), ma nel "cervello" operativo della fabbrica. La novità sostanziale è il finanziamento dell’intero ciclo di vita dell'intelligenza artificiale, non limitato alla mera licenza software.
Le tecnologie eleggibili includono l’Agentic AI, capace di orchestrare flussi di lavoro autonomi, e l’IA Generativa (LLM) per il supporto ai processi decisionali e la generazione di documentazione tecnica. Di particolare rilievo è l'inclusione delle piattaforme MLOps: lo Stato finanzia ora le infrastrutture necessarie alla gestione, al monitoraggio e al deployment continuo dei modelli, riconoscendo che l'IA non è un prodotto statico, ma un processo dinamico. L'integrazione di Digital Twin e sistemi di virtual industrialization completa il quadro, permettendo di simulare processi complessi e abbattere i costi di fermo macchina.
La transizione digitale converge definitivamente con quella ecologica. L'Allegato V introduce strumenti software specifici per rendere la sostenibilità un asset misurabile e difendibile sul mercato. Diventano centrali le piattaforme per il calcolo della Carbon Footprint e i sistemi di LCA (Life Cycle Assessment) per la gestione delle prestazioni ESG.
Il fulcro di questa evoluzione è il Passaporto Digitale del Prodotto. Non si tratta solo di un obbligo normativo imminente, ma di una piattaforma di tracciabilità integrata con MES ed ERP che garantisce la conformità ai requisiti di economia circolare della filiera. Digitalizzare, oggi, significa rendere legalmente e fiscalmente trasparente l'impatto ambientale di ogni singola unità prodotta.
L'errore più grave che un'impresa possa commettere è utilizzare l'incentivo come leva finanziaria unica, trascurando la solidità della progettazione. Fattori come l'irregolarità del DURC, la saturazione del de minimis o carenze documentali possono portare alla revoca del beneficio, con conseguenze devastanti sul cash flow.
La gestione del fattore tempo è l'elemento dirimente:
"Il fattore tempo era, resta e resterà il fattore più importante nella gestione di un progetto finanziabile."
Per mitigare ogni rischio, è indispensabile adottare un approccio "sartoriale" attraverso quello che definiamo l’Incontro a Quattro. Si tratta di un tavolo tecnico-strategico che vede la partecipazione simultanea dell'Imprenditore, del Fornitore Tecnologico, dell'Esperto IT e del Consulente Fiscale. Solo questa sinergia permette di "vestire" il progetto tecnico in funzione delle linee guida normative, assicurando che l'interconnessione sia effettiva e che la documentazione sia a prova di audit, prevenendo contestazioni future.
La strategia finanziaria più efficace risiede nella combinazione di strumenti differenti, come il contributo a fondo perduto della Nuova Sabatini e il beneficio fiscale dell'Iper Ammortamento.
Pro Tip: Il principio della Nettizzazione La cumulabilità è ammessa, ma richiede un calcolo rigoroso per rispettare il divieto di sovracompensazione. Il beneficio fiscale deve essere calcolato sulla base imponibile "nettizzata" dal contributo a fondo perduto. Esempio pratico: Su un investimento di 100.000 € con un contributo Sabatini del 10% (10.000 €), la base per l'Iper Ammortamento non sarà 100.000 €, bensì 90.000 €. Pertanto, la maggiorazione del 180% verrà applicata su 90.000 €, portando il costo fiscalmente deducibile a 252.000 € (base 90k + maggiorazione 162k). Nonostante la nettizzazione, il vantaggio combinato rimane la soluzione ottimale per minimizzare l’effort finanziario iniziale.
Verso il 2028 con Visione Strategica
A differenza delle misure precedenti, l'Iper Ammortamento 2026 gode di un orizzonte strutturale garantito fino a settembre 2028. Questa finestra temporale permette di abbandonare la logica dell'urgenza per abbracciare quella della pianificazione industriale. In un mercato globale che premia chi governa i dati e la sostenibilità, l'accesso a questi incentivi non è più un'opzione, ma un imperativo di competitività.
La vostra infrastruttura IT è pronta a trasformarsi da costo operativo a asset strategico finanziato dallo Stato, o state ancora aspettando l'ultimo minuto per reagire al cambiamento?
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