Capita sempre più spesso: un titolare ci racconta di aver già provato tre o quattro strumenti IA diversi in azienda. Uno per le mail, uno per i contratti, uno “perché lo usa anche un concorrente”. Nessuno gli ha mai chiesto dove finiscono quei dati.
Nel frattempo il software si scrive quasi da solo. Basta descrivere cosa serve e in pochi secondi hai del codice funzionante. Ma scrivere in fretta non vuol dire scegliere bene.
Per vent’anni il nostro mestiere è stato aiutare le aziende a scegliere e installare il software giusto: gestionali, ERP, strumenti verticali per ogni settore. Quel mestiere non è finito. Ma da qualche mese si è aggiunto un pezzo nuovo, e non è secondario: aiutare a scegliere e gestire gli strumenti di intelligenza artificiale.
Non è la stessa cosa che scegliere un gestionale. Un ERP resta dentro i confini dell’azienda, i dati restano lì. Con l’IA generativa, spesso, i dati escono: finiscono su server di terzi, in paesi diversi, dentro condizioni d’uso che quasi nessuno legge fino in fondo.
È qui che il tema “cloud o locale” smette di essere una questione tecnica e diventa una domanda che riguarda direttamente chi gestisce l’azienda. Un commercialista che scrive su un chatbot pubblico i dati di un bilancio non ancora depositato sta facendo una scelta, anche se non se ne accorge. Un’azienda manifatturiera che carica un disegno tecnico riservato in un tool gratuito per farsi scrivere una descrizione prodotto, lo stesso.
Esistono alternative. Modelli di intelligenza artificiale che girano in locale, senza mandare nulla fuori dall’azienda: più costosi da impostare, meno immediati da usare, ma con un controllo sui dati che il cloud pubblico non offre. Non è la scelta giusta per tutti, per molte attività il cloud resta comodo, veloce, sufficiente. Ma è una scelta da fare consapevolmente, non di default perché lo strumento gratuito provato per primo funzionava.
Ed è qui che vediamo cambiare il nostro ruolo, senza sostituire quello di prima. Continuiamo a vendere e configurare software. Ma sempre più spesso la domanda che arriva non è più solo “quale programma mi serve”, è anche “questo strumento IA che vorrei usare, dove porta i miei dati, e ha senso per quello che faccio”. Non è una domanda a cui l’IA stessa può rispondere: sa scrivere in fretta, non sa valutare il rischio di chi la usa.
Forse la domanda giusta, oggi, non è più solo “quale gestionale mi serve”. È anche “chi mi aiuta a capire dove stanno andando i dati che sto affidando a uno strumento IA, e se ne vale davvero la pena”. Non è una domanda a cui si risponde da soli.
Anche per questo, a volte, vale la pena rallentare davvero. Anche noi lo facciamo: BitAgorà Orobica chiude per ferie dal 10 al 21 agosto. Ci ritroviamo a fine mese, con più tempo per ragionare insieme su questi temi.
Se vuoi ragionare su quali strumenti IA ha senso usare in azienda, e come farlo senza esporre dati sensibili: prenota una videocall.
— Team BitAgorà
