Stamattina un guasto ha messo fuori uso i servizi di uno dei principali operatori di connettività per diverse ore. Aziende che dipendono da quella linea per lavorare, per rispondere ai clienti, per far girare il centralino o il gestionale in cloud, si sono trovate improvvisamente scollegate, senza preavviso e senza un piano B.
Non è un caso isolato, ed è proprio per questo che vale la pena parlarne. La connettività non è più un servizio di supporto, è diventata un’infrastruttura essenziale al pari della corrente elettrica: se si ferma, si ferma l’azienda. Eppure la maggior parte delle PMI continua a ragionare come se una linea internet fosse un accessorio utile, non un punto singolo di rottura da cui dipende tutto il resto.
La soluzione non è complicata, ed è la stessa che si applica da anni ai sistemi critici: ridondanza. Avere due connessioni, non una, su mezzi fisici diversi (per esempio fibra e un backup su rete mobile 4G/5G) e, quando possibile, con operatori diversi, così un guasto sulla rete di uno non lascia l’azienda completamente scollegata mentre l’altro continua a funzionare. Non serve raddoppiare tutto: basta una linea di backup dimensionata per garantire l’essenziale (posta, centralino, accesso al gestionale) mentre si aspetta il ripristino della linea principale.
Noi di BitAgorà Orobica lavoriamo ogni giorno sulla connettività delle aziende che seguiamo, come partner ISP di Planetel e con accesso a più operatori sul territorio. Sappiamo bene quanto sia comune trovare aziende con un’unica linea, magari dimensionata bene per la banda ma senza nessun backup in caso di guasto. È il primo controllo che consigliamo di fare: capire se la configurazione attuale regge un’interruzione, per quanto tempo, e cosa succede davvero in quel caso.
Se il guasto di stamattina vi ha lasciato fermi anche solo per un’ora, è un buon momento per chiederselo prima che succeda di nuovo.
